In Punta di Penna - Quel piccolo chicco fa magie...

LA SORPRESA
Sfatati molti luoghi comuni
diffusisi nei decenni
IL CAFFÈ È
UN GRANDE AMICO
Di: Michele Fenu
Nuovi studi rivelano che la bevanda più consumata al mondo ha effetti positivi nella prevenzione dei tumori e delle malattie cardiovascolari.
Ma non bisogna berne più di 5 tazzine al giorno.
Sorseggio un caffè al bar sotto casa. <Ma non ti fa male?> borbotta un amico.< E no, 4-5 tazzine al giorno se non si hanno problemi particolari fanno bene. Eccome> gli rispondo. Tutta una serie di recenti studi (2012-2017) europei e americani basati su un ampio numero di persone (200-500 mila) tenute sotto controllo per molto tempo (16-30 anni) hanno concluso che più è alto il quotidiano consumo di questa bevanda (ovviamente entro certi limiti, appunto le 5 tazzine) e più è bassa la mortalità per le malattie tumorali, cardiache e cerebrovascolari. Tesi confermata al convegno mondiale di cardiologia svoltosi recentemente a Torino

È il contrario di quanto si credeva soprattutto in base a una insufficiente indagine pubblicata alcuni decenni fa su una rivista scientifica: il suo autore dopo pochi mesi si era poi ricreduto. Ma, ormai il danno era fatto, anche se, per la verità, non aveva inciso particolarmente sul pubblico visto che oggi il caffè è la bevanda più comunemente gustata al mondo, con oltre 2 miliardi di tazze distribuite ogni giorno. Berlo significa introdurre nel nostro organismo una grande quantità di sostanze biologicamente attive, sostanze antiossidanti, e il loro aumentato consumo è legato a un minore livello di infiammazione nel nostro corpo, a una minore resistenza all’insulina e a un minore rischio di diabete.

Tre imponenti lavori, una metanalisi, cioè una tecnica clinico-statistica che genera un unico dato conclusivo da più studi su uno stesso argomento, condotta negli Usa e due ricerche hanno dimostrato gli effetti positivi del caffè nel lungo periodo indipendentemente dalla caffeina. In particolare, la metanalisi ha rilevato che si hanno minori probabilità di soffrire di malattie cardiovascolari e di ammalarsi di tumore. Si indica un dato del 10%, che –dicono gli specialisti– è un valore significativo negli studi clinici. Ma guai se dopo un buon caffè vien voglia di fumare. I vantaggi sono annullati.
Vengono sfatati anche altri luoghi comuni: ad esempio, che il caffè provochi disturbi gastrici, eccitazione e insonnia. Questo può accadere per alcune persone, ma esistono studi (uno ha preso in esame 10 mila individui) che rilevano come chi ne fa la bevanda preferita dorme meglio, non ha pressione o colesterolo più alti di un non bevitore. Anzi viene beneficiato del colesterolo <buono> (Hdl) , come conferma una ricerca piemontese su oltre 11.000 persone diretta dal Dottor Sebastiano Marra.
Tutto merito della caffeina? Nemmeno per sogno. Onore e gloria al piccolo chicco di caffè, la sostanza vegetale con più antiossidanti esistente in natura (omega3, polifenoli). Quindi, per la salute il decaffeinato va bene come quello normale che, come si accennava, occorre limitare a un massimo di 5 tazzine in quanto non bisogna superare i 400 microgrammi giornalieri di caffeina e ogni tazzina ne contiene mediamente 70-80. E nemmeno conta con quale metodo si prepari il caffè. L’importante è che sia buono.