Cartoline dal Passato - Renata Tebaldi, l'incanto di una voce
LA CARTOLINA
Di: Augusto Frasca
Da oltre un secolo
il primato è lì, intatto.
La Bohème pucciniana
incisa dalla Decca nel 1959,
è tuttora l’opera lirica
più venduta al mondo.
Da oltre un secolo il primato è lì, intatto. La Bohème pucciniana incisa dalla Decca nel 1959, con la direzione di Tullio Serafin e Carlo Bergonzi nel ruolo di Rodolfo, è tuttora l’opera lirica più venduta al mondo. Nello stesso anno, dopo le prime quattro stagioni trionfali al Metropolitan di New York, il pubblico milanese aveva accolto il suo rientro alla Scala in una delle sue interpretazioni preferite, Tosca, con quaranta minuti di applausi. Altro primato.
Cento anni dalla nascita di Renata Tebaldi, una delle grandi italiane della storia moderna.


Definita ‘miracolo di Murano’, e ‘voce d’angelo’ da Arturo Toscanini, vale a dire il direttore d’orchestra che fu per decenni tra i dominatori dei podi internazionali, la voce di Renata Tebaldi fu in realtà un autentico miracolo per fraseggio ed ampiezza, ricchezza di armonici, morbidezze di suono alternate ad emissioni drammatiche di rara potenza, attraverso un repertorio che, a fianco delle massime opere italiane, Tosca, Bohème, Madama Butterfly, Aida, Otello, Traviata, Adriana Lecouvreur, Wally, dilatò con estrema duttilità a Mozart e Wagner. Moltiplicata da inevitabili pettegolezzi e da schiere di irriducibili, fanatici sostenitori dell’una e dell’altra, storica la rivalità con Maria Callas.
In casi del genere, impegnarsi in classifiche è esercizio, più che sciocco, inutile. Diverse per bellezza di voce, sensibilità, capacità interpretative, ricchezze umane.
Ma ambedue sovrane. Allo stesso livello. A differenza della cantante d’origine greca, al cui carattere non faceva certamente difetto una riscontrata spigolosità, stile, educazione, riservatezza e generosità di tratto furono sempre alla base d’ogni comportamento dell’italiana. A mettere tuttavia una pietra tombale su malignità e contrasti intervenne – era il 16 settembre 1968, il luogo un camerino del Metropolitan – l’abbraccio di una Callas commossa ad una Tebaldi trionfante al termine di una strepitosa recita dell’Adriana Lecouvreur passata alla storia.


Maria Callas era scomparsa, nella sua abitazione parigina, molto prima, nel 1977. In piena solitudine, vittima delle vicende sentimentali che avevano segnato negativamente le ultime stagioni di una vita tanto affascinante quanto sfortunata.