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Alimentazione: un'invenzione che rende perplessi

Pentola
 
 
IL FUTURO ? 
 
QUALCOSA
BOLLE IN PENTOLA...
ARRIVA
LA CARNE IN PROVETTA
 
 
Di: Michele Fenu
 
 
 
<Qualcosa bolle in pentola>. Un modo di dire che solitamente esprime perplessità.
In questo caso parliamo di alimentazione e, in particolare, di carni sintetiche. A quella che imita il manzo, nata nel 2013, si sono aggiunti prodotti in provetta che interpretano pollo e anatra. Made in USA, naturalmente. L’iniziativa, presentata sul sito della rivista <Science>, ha ottenuto l’approvazione di un gruppo di investitori, tra cui spiccano Bill Gates e Richard Branson, che hanno stanziato 22 milioni di dollari. Si vuole estendere l’attuale produzione, limitata ad hamburger e polpette. Così, sostengono i fautori di questo progetto, che nasce dalla manipolazione delle cellule staminali, non sarà più necessario uccidere milioni di animali, sarà ridotto l’impatto ambientale, diminuiranno i costi. Il fatto che gusti e sapori (mancano grasso e sangue, il colore è ottenuto aggiungendo succo di barbabietola rossa) non siano al livello delle carni naturali non viene per ora, in vista di ulteriori progressi, considerato fondamentale. Inoltre, i prezzi sono elevatissimi e la diffusione limitata mentre i risvolti per la salute, specie per chi ha problemi gravi (neoplasie, cuore), rimangono da definire.
Cibo Futuro
 
Così, nel capitolo alimentazione, alle insidie di prodotti etnici che arrivano da Paesi lontani migliaia di chilometri, senza alcuna garanzia ma interpretando in modo tutto italico certe mode (che ne pensate di un bel piatto di cavallette fritte o di un intingolo di scarabei?), e al peso economico di cibi importati dall’estero (carni bovine e non, pesce e crostacei) con il rischio di contaminazioni chimiche, si aggiungono, a quanto pare, trappole che dipendono da vari fattori. Regole del gioco diverse, costi, regolamentazioni. Grano duro dal Canada, caffè grezzo dal Brasile, mandorle dagli USA.
Schef
 
Il tutto mentre impazza sui media il festival della gastronomia o presunta tale. Cuochi che lasciano i fornelli e diventano personaggi, spot a ruota libera, trasmissioni e concorsi televisivi da ogni parte del mondo, rubriche che ti spiegano i segreti della cucina. E una cascata di diete o pseudo tali che spesso ti spingono ad abboffarti. Con tanti saluti ai suggerimenti dei medici per prevenire l’obesità e patologie gravi, adottando stili di vita opportuni.
E qui sale alla ribalta la necessità di allargare gli orizzonti a favore di chi soffre, promuovendo una alimentazione idonea ad accettare più serenamente una terapia, sopportandone i disagi con minor fatica e sacrifici.
 
È il caso, ad esempio, di un libretto curato dal Gruppo Italiano Tumori Rari per iniziativa del presidente Alessandro Comandone. Redatto da tre specialiste, tra cui la dott.ssa Orietta Dal Canton (Humanitas Gradenigo), si rivolge a chi deve sottoporsi a terapie oncologiche: chemio, terapie a bersaglio molecolare, radioterapia, convalescenze post chirurgiche.
Ne abbiamo già parlato in questo sito, ma il piccolo quanto valido trattato  (<E ora cosa mangio? Consigli alimentari pratici e ricette>) appare di grande interesse, spaziando sui rimedi possibili per contenere i disturbi più frequenti, dalla stanchezza e inappetenza alla secchezza della bocca e proponendo una serie di ricette e l’uso di spezie ed erbe aromatiche. Ma la grande industria pensa soprattutto agli affari: altro che erbe aromatiche, bolle la carne sintetica.
Sulla mia tavola non comparirà mai.
 
 

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