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PRIMA PAGINA 2017N. 4 - LUGLIO/AGOSTO
 
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Pet Therapy, la sfida degli animali domestici

Qua la zampa
 
L'ASSISTENZA 
 
C’è qualcuno
che mi fa compagnia 
e combatte con me
lo stress...
 
Di: Michele Fenu
 
<Quando torno a casa dopo una giornata di trattamenti e già dalla porta la sento abbaiare festosamente, mi riconcilio con il mondo>. Chi fa questa confessione è un paziente della struttura oncologica di Humanitas Gradenigo che, naturalmente, è un innamorato della sua cagnetta. Dichiarazioni di questo genere, riferite a vari tipi di animali, sono frequentissime tra i pazienti del Day Hospital di Alessandro Comandone e rappresentano uno sfogo che, in fondo, costituisce il segno di un legame millenario tra l’uomo e i suoi amici a quattro zampe.
Troviamo che la Pet Therapy (il nome in americano si riferisce genericamente a un animale domestico come un cane, un gatto, un cavallo, un coniglio, un uccellino) ha valide motivazioni per offrire un forte contributo a chi è in difficoltà per ragioni di salute. Diffusasi da alcuni decenni negli USA e poi apprezzata in tutto il mondo, riesce a collegare con un profondo legame emotivo uomo e animale.
Afferma una gentile signora <Ho una coppia di gattini che quando mi vedono si scatenano: saltano, si arrampicano sulla spalliera dei divani. Un carosello che mi distende i nervi>.
Criceto
 
La Pet Therapy viene praticata in diverse realtà ambientali: ospedali, cliniche private, centri di pediatria. Per i bambini può rivelarsi un toccasana. Ma non solo per loro. Ci sono corsi specifici di apprendimento e, tra i tanti, uno è tenuto dalla Polizia di Stato. Un panorama ampio, che si può distinguere tra attività più o meno professionali e semplici approfondimenti personali.
Naturalmente, la Pet Therapy  può solo fiancheggiare  iniziative cliniche e partecipare alla battaglia che tanti pazienti  devono affrontare ogni giorno. 
La psiconcologia e le cure palliative hanno un altro spessore, ma anche un gattino o un  cagnetto può regalare una stretta di mano (leggi zampa).
 

Dopo molti decenni la medicina sposa due specialità

Marra Comandone

 
LA COLLABORAZIONE
 
Tra  oncologi e cardiologi è nata
una innovativa collaborazione
 
Come gli epidemiologi ci riferiscono
alcuni fattori eziopatogenici
sono comuni alle malattie oncologiche
e a quelle cardiovascolari.
  
È sempre più attiva
la nuova branca della Cardioncologia
volta allo studio e all’assistenza.
 
Ecco come stanno maturando
di anno in anno grandi vantaggi 
per i pazienti legati a dolorosi
e svariati problemi.

Per decenni l’Oncologia e la Cardiologia hanno seguito le proprie strade, Medicina, Farmacologia, Tecnologia hanno praticato scelte indipendenti. Ora, la situazione è cambiata ed è nata una specialità che mette a frutto le contrapposizioni: la CARDIONCOLOGIA.

Un passo avanti importante che il dottor Alessandro COMANDONE, Responsabile di Oncologia di HUMANITAS GRADENIGO di Torino e Presidente del GITR (Gruppo Italiano Tumori Rari) ha analizzato sulla rivista CARDIOPIEMONTE, specializzata nei problemi del cuore e curata con passione e competenza dal dottor Sebastiano MARRA, Presidente della Onlus AMICI DEL CUORE e numero uno del MARIA PIA HOSPITAL.
 
PER GENTILE CONCESSIONE DELLA RIVISTA
                  
Di: Alessandro Comandone
 
Le malattie cardiovascolari e quelle tumorali costituiscono la prima e seconda causa di morbilità e di mortalità nelle società occidentali e nei Paesi industrializzati. Se ne parla ormai in numerose circostanze, ad esempio nell’evento mondiale Asco che si è tenuto in Giugno a Chicago.
Più del 75% dei decessi annui sono determinati da cause vascolari e cardiache o neoplastiche. Entrambe le patologie sono infatti il prototipo delle malattie non trasmissibili che negli ultimi cento anni hanno soppiantato nell’epidemiologia le malattie infettive quali prima causa di decesso.
La causa di questa rivoluzione epidemiologica vanno riconosciute in alcuni elementi legati al progresso della Medicina: il riconoscimento degli agenti microbiologici che per secoli hanno fatto strage dell’Umanità, le migliorate condizioni igieniche, la disponibilità di antibiotici ed antivirali, il miglioramento delle condizioni di vita con maggiore disponibilità di alimenti a elevato tenore calorico.
Siamo purtroppo consci che questa rivoluzione non ha interessato tutto il nostro pianeta e che alcune Nazioni al mondo sono ancora flagellate da malattie infettive o diffusive. Inoltre, per il cattivo uso che abbiamo fatto degli antibiotici, molti decessi nei nostri nosocomi sono nuovamente dovuti ad agenti infettivi ospedalieri estremamente resistenti alle terapie antibatteriche.

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Il racconto di una "battaglia" vinta

 
LA TESTIMONIANZA
 
MEDICINA,
LAVORO E SPORT,
LA TESTIMONIANZA CHE VALE
 
Di: Davide Ottaviani
Team SC Oncologia Humanitas Gradenigo
 
Si può combattere il Grande Nemico con impegno, ricorrendo ad attività in apparenza collaterali, come il normale lavoro e l’attività sportiva, e riuscendo alla fine a vincere la battaglia? Si diventa un esempio per gli altri pazienti che possono far riferimento ai casi di maggior successo e si offre una spinta stimolante al gruppo dei medici incaricati di domare una neoplasia.
Abbiamo ricevuto in materia una testimonianza importante che può essere di conforto per tutti. Ve la presentiamo, sperando che regali elementi positivi: si tratta di un nostro <cliente> che ha trovato in sé e nell’aiuto competente e appassionato della squadra di Alessandro Comandone al Gradenigo la svolta della sua vita.
Si chiama Valter Rossi e ha tenuto in modo particolare a raccontare la sua vicenda, eccola:

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La Montagna: coinvolgente attrazione per esperti e semplici appassionati

montagna

 

L'ATTUALITÀ

 
Non sottovalutare
i soggetti
maggiormente a rischio.
La montagna
aspetta gli appassionati,
anche chi soffre
di patologie croniche.
 
 
 
Di: Ernesto Bodini da 
 
È opportuno rivolgersi a un medico specialista per avere consigli su igiene prevenzione e cura. In primo piano l’attenzione all’ipossia, cioè alla carenza di ossigeno nell’organismo.
Sport e cultura, e magari non dimentichiamo di vedere un famoso film.
 
La montagna può voler dire molte cose: un rilievo di 1.500 metri come una imponente vetta di 8.000 metri. In montagna può andare chiunque: l’alpinista, il provetto arrampicatore, lo scalatore di professione, la persona anziana, il bambino, e anche chi è affetto da patologie croniche. Ma proprio tutti possono andare in montagna, ed eventualmente con quali limiti? Da sempre, si sa, che respirare aria di montagna (lontani dallo smog delle città e da ogni altra fonte analoga e lesiva al nostro organismo) è salutare, ma per rispondere al meglio a queste domande la competenza è della “Medicina della Montagna”, una disciplina (iper specialistica) in grado di intervenire anche nei riguardi di chi si avventura per scalate più o meno impegnative. E però evidente che anche in questo specifico settore sono necessarie competenze ed esperienza tali da garantire cure ed assistenza adeguate. Infatti, sono sempre più numerosi gli appassionati della montagna che per vacanza o lavoro si recano a media e alte quote. Solitamente prima di inerpicarsi o di scalare quelle che possiamo definire “i tetti del mondo”, molti si rivolgono (o dovrebbero) al medico di medicina generale (MMG) per avere consigli su igiene, prevenzione e cura delle principali patologie legate, ad esempio, all’ipossia (carenza di ossigeno nell’organismo) e ad altri fattori climatici della montagna (freddo, irradiazione solare, etc.).

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Non solo medicina: andiamo alla scoperta della "resilienza"

Foglia

 

LA RIFLESSIONE

 
Un viaggio
nella natura umana
tra mille intuizioni
e altrettante riflessioni.
 
“Si sta come d'autunno
sugli alberi le foglie”. 
(Giuseppe Ungaretti)
 
 
Di: Davide Deangelis
 
“Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”, così recita il celebre incipit di Anna Karenina, come se l'intento del suo autore fosse di ricordarci l'unicità della sofferenza, l'incomprensibilità della vicissitudine tra bene e male. La vita di ognuno di noi infatti non è null'altro che una continua alternanza tra gioia e dolore, tra salute e malattia; una danza (non macabra, sebbene possa coinvolgere anche la morte) da una condizione di pienezza ad una di svuotamento, da un' acquisizione ad una perdita. È una immutabile ed equa legge della natura, cui tutti gli esseri viventi debbono sottostare: dal delicato meccanismo sonno-veglia che consente al cervello di “dimenticare” dati ed informazioni “inutili” o emotivamente indifferenti al ciclo del carbonio o dell'acqua, dai processi di rimodellamento osseo alle fasi concentriche ed eccentriche della contrazione muscolare, dai meccanismi di polarizzazione e depolarizzazione della membrana cellulare ai sistemi anabolici e catabolici dell'organismo.

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Il futuro ci riserverà amare sorprese?

 
 
L'ANALISI
 
Nella lotta contro il cancro
si aprono nuovi scenari,
e la sostenibilità delle cure
può diventare un dramma.
 
 
L'analisi di:
Alessandro Comandone
Simona Chiadò Cutin
SC Oncologia
Ospedale HUMANITAS GRADENIGO
Torino
 
 
Sostenibilità delle cure oncologiche

Introduzione

Il numero di persone con diagnosi di cancro che guariscono o vivono più di cinque anni dalla diagnosi o dal termine dei trattamenti, insieme alle persone che vivono con un tumore come stato di malattia cronica è in aumento costante nelle nazioni industrializzate.
Contemporaneamente è in aumento il numero assoluto delle persone che si ammalano di tumore, anche se fortunatamente, aumenta anche la percentuale di persone che guariscono da questa malattia. I dati del 2012 ci dicono che in EU i nuovi casi di tumore sono stati 2,7 milioni (1,45 milioni di uomini e 1,21 milioni di donne). I decessi nello stesso anno, dunque di persone ammalatesi negli anni precedenti, sono stati 1,3 milioni (715.000 uomini e 560.000 donne)
Come conseguenza di questi impressionanti dati epidemiologici si vengono a configurare degli scenari nuovi, mai visti nella storia umana: un aumento di malati guariti, un aumento di malati cronici che necessitano di cure globali, intese come visite, esami, interventi chirurgici, terapie farmacologiche, radioterapiche, che espongono le società moderne a un volume di spese sanitarie sempre in aumento.
Nel contempo vanno considerati altri tre fattori planetari:
l’aumento costante, inarrestabile, degli esseri umani, l’invecchiamento costante della popolazione e per ultimo l’aumento dei casi di tumore sia nelle popolazioni del mondo industrializzato, sia nei Paesi in via di sviluppo.
Queste considerazioni iniziali fanno porre il quesito che sarà il centro della nostra trattazione: sarà possibile alle Nazioni nei decenni futuri, afronte di questa ondata epidemiologica, ma anche considerando i costanti aumenti dei costi sanitari per diagnosi e terapia, sostenere la cura dei malati o si dovrà necessariamente razionare le risorse e non trattare grosse fasce di popolazione?
O, altra soluzione ancora più drammatica, le cure saranno totalmente a carico del Malato e della sua Famiglia senza più interventi esterni di Sistemi Sanitari Nazionali o di Assicurazioni?

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Dall’Accademia di Medicina di Torino una rassegna tra scienza e arte

L'INIZIATIVA
 
Non solo medici
ma anche scrittori
Torino rivive
tra racconti e poesie.
 
 
 
 
 
Un sabato all’insegna
della cultura letteraria
tra vocazione medica
 ed umanistica alla
 
 
 
Di: Ernesto Bodini da 
 
In alcuni professionisti, come i medici in particolare, c’é sempre stata e c’é ancora voglia di fare cultura una volta smesso il camice e posato il fonendoscopio, ma spesso anche durante l’attività medica. Spirito edonistico e di continuità dopo gli studi universitari hanno dato vita, sin dal 1951, all’Associazione Medici Scrittori Italiani (AMSI) fondata dal chirurgo piemontese Achille Mario Dogliotti e oggi, a distanza di alcuni decenni, il ricettario medico è “affiancato” da pagine e pagine in bianco da riempire con racconti, favole, romanzi, poesie. Ma anche esperienze di vita durante e dopo la professione di medico per entrare nella patria letteraria, tra infiniti ricordi e rievocazioni reali e a volte fantasiose al centro della vecchia Torino o ai suoi confini. Ed è con queste finalità che Sabato 1 Luglio l’AMSI ha organizzato la rassegna letteraria tra i suoi associati “Torino nei miei occhi di Medico - La città e la professione vanno a braccetto nei miei ricordi”, coordinata dalla sua presidente (e poeta) Patrizia Valpiani, medico di famiglia e odontoiatra. Ben 16 gli autori all’Accademia di Medicina (oggi presieduta dal dott. Alessandro Comandone) per la lettura di una ventina di brani da parte degli stessi e alternata dall’attrice e lettrice Cristina Tira, con brevi intermezzi musicali dalla chitarra del medico di famiglia-oncologo e scrittore Marco Gaddi.
Un piacevole e rilassante intrattenimento per un pubblico attento che ha occupato la storica Sala delle Conferenze Accademiche, alle cui pareti primeggiano i ritratti di illustri cattedratici che hanno onorato la patria subalpina con il loro sapere scientifico e dottorale.

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    OLTRE 2017
    SUL SENTIERO
    DI CICELY
    La "bellezza
    delle cure palliative"
     
    Sette Appuntamenti
    a partire
    dall'11 Maggio 2017
    Ore 16.30 - 20.00
     
    Sala BLU
    Humanitas Gradenigo
    C.so Regina Margherita, 10
    10153 Torino
     
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    Torino Monviso
    Torino Sabauda
    Torino Due
     
    DISTRETTO 108 Ia1
     
    TORINO
    Venerdì 21 Aprile 2017
    Ore 14.30 - 17.30
     
    Sala Convegni
    della Croce Verde
    Via Tommaso Dorè, 4 - Torino
     
    CONVEGNO
    VACCINAZIONI OGGI
     
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    NELLA CIVILTÀ
    DEGLI SPRECHI
    SALVIAMO ALMENO 
     
    I FARMACI
     
    CHE NON SONO
    ANCORA SCADUTI
     
    Si dice, con ragione, che la nostra sia la civiltà degli sprechi. Purtroppo, tra i tanti si devono annotare i farmaci.
     
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