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Elogio del nuoto: "Acqua azzurra, acqua chiara..."

Piscina Mondiali

 
IL QUADRETTO
 
Di: Gianni Romeo
 
...così cantava Lucio Battisti.
 
Nella piscina di Budapest
i giovani italiani/italiane
sono stati applauditi
dal mondo,
un esempio di gioventù
viva, forte, capace.
 
La celebre canzone di Battisti e Mogol è tornata a fischiare nelle nostre orecchie dopo la metà di giugno, quando un gruppo fantastico di nuotatrici/nuotatori italiani ha dipinto di tricolore la piscina di Budapest. Parliamo di sport, ma fino a un certo punto. Taceva il calcio, il ciclismo era assopito in attesa del Tour ed è stato riposante anche per via delle temperature bollenti dedicare occhi e attenzione ai teleschermi, dove molto spazio veniva dedicato ai campionati mondiali di nuoto. Immaginiamo la sorpresa, la scoperta per molti ritrovare l’Inno di Mameli innescato da giovanotti ben muscolati, ragazze magari filiformi ma fatte d’acciaio che erano lì a contendersi il successo contro statunitensi, australiani/e, inglesi, eccetera.
 
Corsi NuotoUna specie di miracolo? Ma il nuoto non è soltanto quella pratica consigliata dai pediatri ai giovanissimi per tenere lontana la scoliosi e simili insidie, una pratica presto accantonata per altre più piacevoli attività? E poi la sorpresa di ascoltarli questi, queste giovani dalla faccia orgogliosa e limpida, le interviste dove avevano il loro posto i congiuntivi, dove si parlava anche l’inglese se e quando necessario. Giovani italiani del mondo. Uno spot per il nostro Paese che non passa fra i più eruditi. Vero, a quattro-sei anni le piscine si affollano, bimbi e bimbe fanno passi timidi e incerti nella vita, ma dopo i primi brividi di freddo e di diffidenza l’acqua viene domata, diventa amica.
Ragazzi e ragazze scoprono che è anche compagna, poi occasione di sfida. A questo punto entrano in ballo i genitori, le famiglie. Perché gli istruttori convincono i più dotati a proseguire l’attività, ancora un paio d’anni magari… E quel paio d’anni diventano spesso una bella porzione di vita. A mano a mano che il giovane, la giovaneNuoto Old crescono in età e bravura è necessario dedicare ore alla piscina, per completare il percorso. Ma chi li accompagna, chi li assiste, chi paga? Quei talenti che a Budapest hanno innescato spesso l’inno di Mameli o in ogni caso sono arrivati alle soglie della celebrità conquistandosi il diritto alla partecipazione mondiale nella squadra azzurra (accidenti se è poco!) hanno tutti alle spalle una lunga storia di amorevole assistenza, di sacrifici a volte non immaginabili.

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Innovazione terapeutica in oncologia: tra veri progressi e fake news

Laboratorio f

 
 
L'INNOVAZIONE
 
La sperimentazione,
i costi enormi, l
a fretta dell'industria,
la cautela dell'AIFA
si intrecciano in un cammino
dove i Tumori Rari 
sono relegati in coda
 
 
 

Di: Alessandro Comandone

       S.C. ONCOLOGIA ASL CITTÀ DI TORINO e GITR

       Tiziana Comandone

       Scuola di specialità in Farmacia Ospedaliera Università di Torino e GITR

 
Come abbiamo introdotto in articoli precedenti (vedi Medicina di precisione) la ricerca di base e traslazionale, cioè di rapida applicazione al campo clinico, sviluppatesi in maniera vertiginosa con il nuovo millennio, ha permesso negli ultimi venti anni di scoprire molti nuovi farmaci, non solo in onco ematologia, ma in molti campi della Medicina: reumatologia, gastroenterologia, cardiologia, dermatologia, malattie rare.
L’equazione: scoperta di un difetto genetico o molecolare nella cellula malata, identificazione del prodotto del gene malato, generalmente una proteina, disegno di unSpike1 farmaco su questo “tallone d’Achille” della malattia, sintesi del farmaco e sua applicazione in clinica è diventato ormai un processo comune in molte malattie che affliggono l’umanità.
Gli stessi vaccini anti COVID che pur con molte differenze sono riusciti almeno a riportare la pandemia ad una situazione di maggiore controllo, ne sono un esempio recente, tragico ma foriero di speranza.
Identificata la proteina “SPIKE” del Coronavirus 19, causa dell’aggressione alle cellule del nostro organismo, sono stati disegnati su questo bersaglio numerosi vaccini poi utilizzati nella immunizzazione della popolazione.
Senza una comprensione della struttura molecolare del virus con le tecniche preesistenti di sintesi dei vaccini che passavano attraverso l’isolamento del virus, la sua attenuazione, la riproduzione in forma attenuata e la somministrazione in forma vaccinale, si sarebbero impiegati almeno due o tre anni per avere un vaccino attivo.
Invece esplosa la pandemia verso dicembre 2019 in Cina e a febbraio 2020 in Europa, a novembre 2020 avevamo già i primi vaccinati.
Purtroppo la grande capacità di mutare del virus ha reso necessaria la sintesi di altri vaccini nel corso di questi due anni e la vaccinazione, anche a causa di una vasta fascia di popolazione mondiale non immunizzata per motivi di povertà o di posizione filosofica, ha permesso l’attenuazione della pandemia ma non la sua eradicazione.
Bersaglio molecRitornando dunque al tema di fondo del nostro articolo, il rapido sviluppo della farmacologia sulla base delle scoperte di biologia molecolare, ha fatto produrre migliaia di nuove molecole terapeutiche in molte patologiche come esito della ricerca e dello sviluppo delle nuove scoperte.
Solo in Oncologia ed Ematologia negli ultimi 15 anni sono giunte nella pratica clinica quotidiana più di 120 nuove molecole, che, sfruttando i concetti di medicina di precisione e personalizzata, hanno portato al controllo di molte forme di tumore. Questo tipo di ricerca e il prodotto della stessa vengono ormai comunemente chiamati FARMACI INNOVATIVI.

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Voci del '900 - La forza del debole: Dietrich Bonhoeffer


Logo Voci 900aBonhoeffer
 
 
IL TEOLOGO
 
Un vero e proprio
“compagno di viaggio”
capace di sostenere, illuminare,
e a volte persino di consolare.
 
Una delle grandi figure
che –in vari campi–
hanno tracciato
una via ancora valida
nelle sfide del nostro tempo.
 
A cura di: Ferdinando Garetto
 
Quando abbiamo iniziato questa rubrica, abbiamo pensato che le “Voci del ‘900” fossero quelle grandi figure del secolo breve che –in vari campi– avevano tracciato una via ancora valida nelle sfide del nostro tempo. Veri e propri “compagni di viaggio” capaci di sostenere, illuminare, e a volte persino di consolare.
È stato proprio così, per me, riprendere in mano nei giorni più duri dei lockdown del 2020 un testo abbastanza breve di Dietrich Bonhoeffer, intitolato “La vita comune”2.
Il grande teologo, nato nel 1906, aveva coraggiosamente affrontato gli anni del nazismo, combattendolo con tutti gli strumenti in suo possesso: la forza della sua voce si era levata in seguitissime trasmissioni radiofoniche, fino a quando la censura non le aveva bruscamente interrotte nel corso di una diretta già nel 1933. Aveva cercato di tessere una rete di opposizione fra i luterani e i cristiani di diverse confessioni  sparsi in tutto il nord Europa e negli Stati Uniti d’America (anche se giovanissimo era infatti già al tempo  riconosciuto come uno dei più grandi teologi viventi), ma dopo un travagliato percorso diLibro Vita comune discernimento della coscienza personale aveva deciso di abbandonare le “comode” aule universitarie dove era ricercatissimo, per tornare in Germania dove sentiva di essere chiamato a testimoniare con la vita le sue idee (memorabile uno scambio di lettere con Karl Barth “Tu non appartieni a Londra, ma a Berlino!”). 
Tornato in Germania, Bonoheffer continua la sua opera di resistenza, ma la situazione evidentemente precipita. Tutti gli sforzi sembrano vani, anche quelli di sostegno alle forze politiche e culturali di opposizione al nazismo.
Nell’ora più buia, Bonhoeffer intuisce che non c’è azione più rivoluzionaria che gettare un seme per il futuro. Ed è per questo che inizia una originalissima “scuola” di formazione per giovani pastori della Chiesa Luterana. Sarano loro, crede fermamente, gli artefici della ricostruzione delle anime e delle coscienze, prima ancora che delle istituzioni e dell’organizzazione politica.
I testi delle sue lezioni sono raccolti, appunto, nell’opera “La vita comune”. Un geniale “manuale di istruzioni” per la vita quotidiana del Giusto che si trova a vivere in una Società “senza Dio”. La comunità come risorsa, da cui uscire al mattino e in cui ritornare alla sera (“Ogni giorno, per molte ore, il cristiano si trova in mezzo a un mondo tutt’altro che cristiano. È il tempo della prova (...). La comunità è servita a rendere ogni membro forte, libero e maggiorenne? O lo ha reso inesperto e incapace di agire da sé?”).
“Senza Dio” è la dittatura, “libero e maggiorenne” è l’uomo che sa mantenersi tale anche a costo della vita; “comunitaria” è l’unica risposta possibile.
La strada, purtroppo è segnata. Nel 1943, Dietrich Bonhoeffer viene arrestato dopo la scoperta del coinvolgimento di alcuni suoi familiari nel tentativo di attentato a Hitler, ma anche per aver cercato di favorire la fuga di alcuni ebrei.

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La donna delle stelle: Margherita Hack


Hack Ritratto

 
 
LA CARTOLINA
 
Di: Augusto Frasca
  
Margherita Hack
morì il 29 giugno 2013,
novantunenne, a Trieste.
 
Dal 1995,
orbitante tra Marte e Giove,
l’asteroide 8558 reca il suo nome.
 
 
 
L’inaugurazione, a metà giugno, d’un monumento, primo dedicato ad una scienziata italiana, allestito dinanzi all’Università Statale di Milano in occasioneHack Statua dei cento anni dalla nascita, suggerisce evocare il nome di Margherita Hack nella doppia veste di massima astrofisica nazionale e, realtà meno nota, per il suo inserimento nel Pantheon dell’Atletica Italiana. Eternata nel bronzo, realizzata a grandezza naturale da Daniela Olivieri, in arte Sissi, uscita vincitrice da un concorso internazionale, la statua esprime simbolicamente l’attimo fermo di due braccia che come in una spirale crescono dalla terra e si volgono al cielo.
Fiorentina di nascita, mai avendone abbandonata la cadenza dialettale, Margherita Hack visse lunga parte della vita a Trieste, dirigendone dal 1964 al 1987 l’Osservatorio astronomico.
Membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, ebbe tra l’altro costanti rapporti di consulenza con più organismi internazionali, tra cui l’Agenzia Spaziale Europea e la statunitense NASA.
Hack AtletaMargherita Hack aveva iniziato ad apprendere diritti e doveri di un’attività sportiva declinata al femminile negli stessi tempi in cui l’intero sport nazionale aveva eletto “fidanzata d’Italia” una esuberante, magnifica ragazza bolognese temerariamente battezzata Trebisonda da un padre originale, trionfatrice sul filo di lana dello stadio olimpico berlinese volando sugli ostacoli allestiti sul rettilineo degli ottanta metri e ringraziando Iddio, il padre e la madre, gli invisibili incroci di vita e di sangue e la Patria Italia, salutata sul podio a braccio teso.
L’intervento provvidenziale della capitana della rappresentativa nazionale aveva fatto in tempo a mutare quel nome terrificante in Ondina, e tale rimase, Ondina Valla, se non nell’anagrafe, nei reperti statistici e nella memoria del prossimo, mentre un’altra formidabile coetanea associata alla torinese azienda Venchi Unica, Claudia Testoni, fermata al quarto posto nei Giochi tedeschi nella stessa finale, dominava due anni dopo nella prima edizione dei campionati europei mietendo in contemporanea un primato mondiale dietro l’altro.  

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"Lettera Aperta" a chi ha scarsa coscienza...

Convenzione ONU

  
LA LETTERA
 
Dobbiamo sentirci
tutti coinvolti nei confronti
delle persone disabili
non solo per solidarietà,
ma anche per quel senso
di uguaglianza
che determina e giustifica
l’esistenza dell’essere.
 
Di: Ernesto Bodini
 
Mi rivolgo a voi tutti, amministratori pubblici e privati, responsabili e irresponsabili (direttamente o indirettamente), politici attivi e non, altruisti ed egoisti, etici e non etici, per sottoporre alla vostra coscienza l’umanissima realtà dell’handicap, da ri-vedersi nell’ottica della cultura e del diritto.
Anzitutto vi rammento che non esiste una testimonianza storica sul problema delle persone disabili come realtà sociale e giuridica, ma solo alcune fonti relative a periodi e a civiltà diverse.
AscoltoPer la verità questa carenza culturale è un po’ di tutti, ma in particolare di voi politici e, in taluni casi, anche di voi operatori della pubblica amministrazione (P.A.), perciò questa lacuna richiede un maggior approfondimento non solo della terminologia, ma anche della concettualità, dei diritti esistenziali e socio-assistenziali e soprattutto del rispetto della dignità di quanti vivono nella condizione di disabilità. In questi ultimi anni sono stati diversi gli stimoli a livello internazionale relativi all’evoluzione delle problematiche dell’handicap, come ad esempio la Dichiarazione dei diritti delle persone disabili adottata nel 1975 dall’Assemblea Generale dell’Onu, l’Anno Internazionale delle Persone Disabili proclamato nel 1981 (Onu) e l’Anno Europeo delle Persone con Disabilità nel 2003 (UE). Inizialmente queste ricorrenze di rilevanza planetaria hanno avuto una certa eco, ma col passare del tempo la loro considerazione è andata scemando in quasi tutti i Paesi emancipati e in particolare nel nostro, che tanto vanta democraticità e uguaglianza.
 
Tali ricorrenze sono nate per mettere in risalto la situazione di molte persone meno fortunate (circa il 15% dellaMano spalla popolazione mondiale, di cui 50 milioni in Europa e circa 3 milioni in Italia) con problemi di diversa natura fisica, psichica e sensoriale, alle quali non si deve precludere alcun diritto, oltre che considerarle nella loro interezza, tenendo conto di tutti gli aspetti del loro sviluppo fisico e psichico. Purtroppo devo rilevare e sottoporre alla vostra coscienza che a tutt’oggi queste iniziative istituzionali hanno costituito in buona parte solo lo spunto per petizioni di principio, senza possibilità di ben più costose concretizzazioni. In partenza gli obiettivi comprendevano anche i programmi per la loro realizzazione, individuale e collettiva, incluse le molteplici cause che determinano le rispettive disabilità fisiche e/o psicofisiche, ma anche i fattori socio-economici e culturali: famiglia, casa, lavoro, scuola, sussidi, assistenza, etc.; tutti aspetti che hanno trovato ben poca consistenza, come ad esempio la collocazione al lavoro, l’insegnamento scolastico, il sostegno psicofisico e strumentale, l’autonomia e via di questo passo.

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La gestione infermieristica del paziente di osteoncologia

Tumore spalla
 
 
LA PROBLEMATICA
 
 

Molte neoplasie

danno come secondarietà

delle lesioni ossee,

pertanto la loro casistica,

non può essere ignorata

 

Di: Davide Deangelis

 
Per Osteoncologia si intende quella specialità oncologica che si interessa e studia l'apparato osteoarticolare, approfondendone le patologie e le degenerazioni correlate alle problematiche oncologiche del paziente.
Molte neoplasie danno come secondarietà delle lesioni ossee, pertanto la loro casistica, non può essere ignorata, né come dato epidemiologico, né dal punto di vista medico, assistenziale e gestionale. Indipendentemente dalla loro natura, sia essa litica o addensante, che dalla loro localizzazione, una metastasi ossea rappresentaAnemia un disagio, a volte una disabilità, indubbiamente un “disconfort” per il paziente, il cui sintomo più frequente è il dolore, associato a limitazioni articolari e alterazioni posturali.
Questa sintomatologia si inserisce in un quadro complesso e severo che prende nome di Sindrome degli Effetti Scheletrici Correlati (abbreviato in SREs), le cui complicanze più gravi sono le fratture patologiche dell'osso, che ha ormai perso la sua normale struttura; la compressione midollare dovuta all'invasione del canale midollare di materiale osseo proveniente dalla vertebra degenerata; l'incremento del calcio circolante nel sangue (ipercalcemia maligna) causato dalla compromissione del fisiologico  “turn over” cellulare all'interno dell'architettura ossea, con possibile detrimento cardiaco, muscolare e renale; infine problematiche ematologiche (anemizzazione) legate all'alterazione della funzione eritropoietica (produzione di globuli rossi) del midollo osseo.

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POST COVID: Economia e Società nel dopo pandemia

Guerra Covid B

 
 
IL FUTURO
 
 
La speranza di tutti
è che la guerra in atto,
quella vera e
la ripresa dei contagi
non pregiudichino tutto
per l’Italia e per il mondo.
 
 
Di: Luigi Giovannini
 
Durante la fase più critica della pandemia si è spesso descritto il complesso degli interventi mirati al contenimento del contagio come una sorta di ‘’guerra’’ al COVID; ed in effetti, pensando ai quotidiani bollettini emessi dal Ministero della Salute con il tragico elenco di decessi, contagiati, ricoverati in terapia intensiva, ecc., nonchè allo stravolgimento provocato alla vita quotidiana di tutti noi ed ai relativi impatti economici, il parallelismo non era del tutto esagerato.
Analogamente potremmo ora considerare la fase attuale post-COVID (visti gli ultimi dati, gli scongiuri non sono obbligatori ma raccomandati, come le mascherine) una sorta di ‘’dopo-guerra’’, considerando che la pandemia, con il dolore e la sofferenza che ha portato, è anche diventata un fautore di aspettative e di cambiamenti importanti nell’economia e nella società in genere; evoluzioni e cambiamenti che si sarebbero verificati lo stesso ma probabilmente con maggiore lentezza.
Purtroppo in questo scenario in evoluzione ha poi fatto irruzione la guerra: quella vera e tragica, tra Russia e Ucraina, complicando ancor più il quadroGuerra Bandiere socio-economico di riferimento e obbligando analisti ed economisti a sfidare l’impossibile per azzardare qualche previsione sull’andamento futuro delle variabili critiche dei modelli economici, quelle che determinano l’impatto maggiore sulla vita quotidiana delle persone e tra queste sicuramente la gestione e la tutela della salute.
Con riferimento alla situazione italiana si può tentare una sintesi quali-quantitativa di quanto sta emergendo in termini di cambiamenti importanti indotti dalla crisi pandemica.
Secondo gli analisti quattro sono le aree che hanno subito e subiranno gli impatti evolutivi più importanti nel prossimo futuro: economia e finanza pubblica, il mondo del lavoro, lo sviluppo tecnologico, la sanità.
In ambito economico il punto di maggiore discontinuità, in negativo, rispetto al decennio prima della pandemia è costituito dalla ripresa dell’inflazione: la media annua che negli ultimi anni si collocava tra 0 e 1% nell’anno corrente è stimata intorno al 6% e per i prossimi 3-5 anni intorno al 4%. 

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Quante garanzie ancora per il diritto alla salute?

Figure Mediche

 
LE CONSEGUENZE
 
Stiamo subendo
una sensibile riduzione
del personale sanitario,
in parte sempre più demotivato,
a fronte della quale
la garanzia delle cure
sta venendo sempre meno…
 
 
 
Da: Il mio giornale

Dico la mia - Evidenza - 11 Maggio 2022 - Ernesto Bodini

 
Di: Ernesto Bodini
 
Se la pandemia ha messo in ginocchio molti settori professionali, sociali ed economici, anche la Sanità ne sta subendo le conseguenze sotto diversi aspetti.
Oltre ai rinvii e ai ritardi di molte prestazioni (visite, esami e terapie) il problema che si va facendo particolarmente serio riguarda la riduzione del personale, sia medico che infermieristico. In questo ultimo periodo mancano all’appello circa 21 mila sanitari e prossimamente altri 4 mila verranno meno, sia per pensionamento che per spontaneo licenziamento volendosi dedicare all’attività privata e in parte per andare oltre confine. Questo “allarme” è lanciato dai rappresentanti di categoria e dalla evidente quotidiana carenza assistenziale. Le cosiddette pseudo-urgenze, ad esempio, rientrano in quelle fatidiche liste di attesa con eventuali conseguenze che si possono immaginare e a questo riguardo a livello di popolo si sentono solo lamentele e/oCode segnalazioni ai mass media, ma sinora non si individuano da parte dei cittadini azioni dirette contro le Istituzioni preposte alla gestione organizzativa che, oggettivamente, per quanto coscienti, non sono in grado di arginare il fenomeno e tanto meno di porvi rimedio. È certamente un bel dilemma e ogni giorno c’è in ballo la salute (e la vita) di molti cittadini, ma ciò nonostante le Istituzioni non fanno altro che richiamare gli articoli della Costituzione, come se il menzionarla servisse a creare più ottimismo e fiducia (garanzia e tutela); ma non c’è Costituzione che tenga (oltre al famigerato e sempre più improprio federalismo) per sanare una situazione del genere. Quindi, sorge spontanea la domanda: la salute e la vita sono o no un diritto da tutelare?
È indubbio che per intervenire non solo servono determinate competenze, ma anche una certa volontà politica e tutti i parlamentari (al potere e all’opposizione) è bene che si diano da fare se non vogliono avere Coda 2sulla coscienza un incremento di malati cronici e di decessi. Il cosiddetto “paravento” della pandemia non deve costituire una sorta di alibi, perchè in tal caso il tutto rientrerebbe in un giro vizioso da cui solo pochi fortunati riuscirebbero a stare fuori, ed è pur vero, tuttavia, che in questi ultimi due anni e mezzo tutti gli operatori sanitari hanno dato il meglio di sé, se non anche di più, ma è altrettanto vero che una maggiore considerazione e più appropriati riconoscimenti alle categorie interessate (compreso l’indotto) dovrebbero costituire le basi per un risanamento (almeno parziale) della Sanità pubblica, ovviamente garantendo maggior tutela a quanti ogni giorno sono “invocati” per curarci e salvarci la vita. Ma al tempo stesso chi difende e tutela i pazienti, sia in attesa che in fase di rallentato trattamento?

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Fondazione AIOM - I numeri del cancro in Italia 2021

Numeri Cancro 21
 
 
 
L'IMPEGNO
  
 
La Fondazione AIOM
propone anche quest'anno
la nuova versione 2021 de
“I Numeri del cancro in Italia”
dedicata a cittadini e pazienti.
 
 
Questo volume 2021
è nato nel corso di una pandemia
dagli effetti devastanti,
con inevitabili rimodulazioni
anche di questo progetto editoriale.
 
 
 
 
È un impegno che continua, anno dopo anno!
 Logo Aiom Fondazione

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Le Raccolte del GITR

 
"CARTOLINE DAL PASSATO"
Cartoline dal Passato
SCARICA IL FASCICOLO CLICCANDO SUL LOGO
 
Abbiamo raccolto in un nuovo fascicolo scaricabile che abbiamo chiamato “CARTOLINE DAL PASSATO"gli articoli di Augusto Frasca, giornalista, saggista, storico di sport e cultura a tutto campo. Abruzzese di nascita, romano di residenza, componente del Comitato scientifico della Treccani e curatore, con Claudio Ferretti, dell’Enciclopedia Garzanti, responsabile dei servizi giornalistici nei principali avvenimenti di atletica e dei Mondiali di Calcio del ’90, ha al proprio attivo pagine su fatti e personaggi dello sport e non solo. Ogni volta una data e un personaggio da ricordare.
 
“IN PUNTA DI PENNA” e "I QUADRETTI"
In punta di penna1 I Quadretti1
SCARICA I FASCICOLI CLICCANDO SUI RELATIVI LOGHI
 
Abbiamo raccolto in un fascicolo scaricabile che abbiamo chiamato “IN PUNTA DI PENNA”,gli articoli del nostro compianto amico Michele Fenu, grande giornalista in grandi giornali, che ha accompagnato con decenni di reportage l’evoluzione dell’auto, la sua storia, i suoi personaggi e che per circa due anni abbiamo avuto l’onore di avere come Caporedattore e meraviglioso collega nel GITR.
 
In un secondo fascicolo che abbiamo chiamato “I QUADRETTI”abbiamo raggruppato invece gli articoli di un altro grande giornalista sportivo Gianni Romeo, appena insignito del premio “Dardanello 2020 di Tuttosport” e attualmente nostro Redattore Capo, articoli che sono veri “cammei” dedicati a fatti opersonaggi della vita dei nostri giorni che, al di là dei doverosi argomenti scientifici e medici, ampliano le nostre conoscenze e ci regalano qualche minuto di piacevole lettura.
 
"VOCI DEL '900" e "LE PAROLE CHE CURANO"
Logo Voci 900a Logo Parole che Curano 5
SCARICA I FASCICOLI CLICCANDO SUI RELATIVI LOGHI
 
In questi due fascicoli abbiamo raccolto in gli articoli delle rubriche “VOCI DEL ‘900” e “LE PAROLE CHE CURANO”, la prima dedicata a personaggi famosi del secolo scorso e non solo, la seconda a temi di vario tipo che, articoli che da tempo ormai, al di là degli argomenti scientifici e medici, ampliano le nostre conoscenze in campo letterario.
 
Tutti i fascicoli saranno aggiornati periodicamente con gli articoli che potrete leggere su ogni nuovo numero di PRIMA PAGINA, articoli che vi ricordiamo, potete trovare anche singolarmente nelle Categorie relative, cliccando sui loghi nella parte sinistra della pagina HOME.

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    e il ruolo del Farmacista
     
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    collaborazione
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