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2020 - Melanoma Cutaneo, informazioni per i Pazienti

2020 Melanoma Cutaneo QuadernoFondazioneAIOM Pagina 01
 
MELANOMA
CUTANEO
 
INFORMAZIONI
PER I PAZIENTI
 
Un Quaderno
della Fondazione AIOM
a cura di Alessandro Minisini
 
Dipartimento Oncologia
Azienda Sanitaria Universitaria
Friuli Centrale - Udine
 

Il melanoma è una neoplasia maligna 

con elevata probabilità di guarigione,

quando diagnosticato in tempo e trattato correttamente.

Cos’è il melanoma?

Il melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti, cellule che contengono il pigmento melanina responsabile della colorazione della pelle. Esso si può sviluppare nella cute (pelle) di tutto il corpo, ma in rari casi può insorgere nelle mucose (es. bocca, tratto genitale, intestinale), nella regione oculare oppure può avere un’origine sconosciuta.
 
Epidemiologia
L’incidenza di questo tumore è in continua crescita. Attualmente i dati epidemiologici riportano in l’Italia circa 12.300 nuovi casi di melanoma ogni anno. Il rischio di sviluppare un melanoma nell’arco della vita è di 1:66 nei maschi e 1:85 nelle femmine.
Il melanoma colpisce frequentemente i giovani, infatti è il secondo tumore per incidenza nei maschi di età inferiore ai 49 anni e il terzo per incidenza nelle donne della stessa fascia d’età. Nonostante l’aumento dell’incidenza, la mortalità è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni.
 
Qual i sono i fattori di rischio?
La causa principale dello sviluppo del melanoma sembra essere una scorretta esposizione ai raggi ultravioletti (UVA e UVB) e quindi al sole. Anche l’utilizzo di lampade solari o lettini abbronzanti è associato a un aumento del rischio di ammalarsi di melanoma.
 
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    Si dice, con ragione, che la nostra sia la civiltà degli sprechi. Purtroppo, tra i tanti si devono annotare i farmaci.
     
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    IL FENOMENO
        
    Il problema sociale
    si va sempre più estendendo,
     ma non si intravedono all’orizzonte
    soluzioni razionali,
    mentre sarebbe opportuno
    spiegare alla popolazione
    potenzialità e limiti
    della Medicina.
     
     
     
    Da: Il mio giornale
    Dico la mia - Evidenza - 13 Gennaio 2023 - Ernesto Bodini

    Di: Ernesto Bodini

    Il diritto alla propria incolumità è certamente di tutti. Ma da un po’ di tempo a questa parte i sanitari (medici e infermieri) sono particolarmente “presi di mira” da pazienti e famigliari fuori di senno, accampando motivazioni che spesso (se non sempre) hanno dell’irrazionale.
    I rispettivi Ordini professionali sono di certo allertati e preoccupati, tanto che si vanno ipotizzando varie proposte per arginare questo fenomeno delinquenziale. Ma al di là dei provvedimenti che le autorità preposte intendano adottare, mi permetto di rilevare che anche in altri ambiti non si fa molta prevenzione, anzi…, e di conseguenza il moltiplicarsi di questi fenomeni delittuosi continua più estensivamente a “destabilizzare” la situazione politica e quindi i nostri politici stessi.
    Di questo passo la Sanità pubblica, che presenta già diverse lacune, farà sempre più fatica a tutelare la salute dei cittadini: dal decremento di medici e infermieri alle risorse economico-finanziarie e strutturali come la chiusura di ospedali, P.S. e la riduzione dei posti letto.
    Ma tornando alla incolumità dei medici, messa a rischio per le continue aggressioni negli ospedali e negli ambulatori, l’ultimo caso è di qualche giorno fa e riguarda la dottoressa Adelaide Andriani di 28 anni (Foto – ANSA), specializzanda in Chirurgia, aggredita dall’accompagnatore di un paziente durante il suo turno all’esterno della Guardia Medica del Gervasutta di Udine; in suo soccorso è intervenuta la collega Giada Aveni dello stesso turno. Secondo quanto riporta l’Ansa dell’11 Gennaio scorso, per tutelare il personale sanitario si ipotizza di far intervenire l’Esercito, ma a me sembra un provvedimento che rasenta l’eccesso e il paradosso; mentre non credo si stia pensando di predisporre ripetuti incontri ravvicinati con la popolazione, diffondendo elementi culturali di base su potenzialità e limiti della Medicina (includendo tutte le specialità) infondendo ad essa più fiducia.
    Credo che la maggior parte di questi autori propensi per l’aggressione appartengano ad un ceto socio-culturale ed ambientale molto impreparato, tanto da non conoscere o non voler comprendere che determinate manifestazioni acute o croniche di una malattia, non sono sempre diagnosticabili in prima battuta, come pure non sono sempre risolvibili in tempi brevi. Va inoltre detto che il cittadino comune non prende mai in considerazione il fatto (tanto doveroso quanto lecito) che le contestazioni per un notevole “disservizio” o una grave incomprensione possono essere segnalate a voce o per iscritto ai referenti destinatari (Direzione Sanitaria, Ordine di Medici di appartenenza, Assessorato alla Sanità, etc.).
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