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Con il fiuto "scopre" il tumore

 
Una nuova categoria di cani "sniffatori" ci aiuta a creare un naso elettronico
 
Lo sapevate? Forse sì e forse no. Accanto ai cani che individuano tramite il fiuto droga, cibi vietati (in Usa guai a voi se introducete un pezzo di salame), soldi, esplosivi, persone di cui si sono perse le tracce (avete presenti i segugi <molecolari>?) compaiono quelli in grado di individuare precocemente un tumore. Come facciano non è ancora del tutto chiaro, ma bisogna considerare che se noi possediamo circa 5 milioni di cellule olfattive i nostri amici a quattro zampe ne vantano 200 milioni, 40 volte tante. Il loro naso è talmente sofisticato da selezionare concentrazioni bassissime di sostanze, come una parte su mille miliardi. 
Gli studi in materia sono in corso da oltre due decenni, ma non crediate di vedere ospedali e centri medici riempirsi di simpatiche bestiole con la pettorina della croce rossa simili a quelle che recano le scritte <polizia>, <droga>, <food> (cibo) e così via. I nodi da sciogliere sono numerosi, il lavoro di analisi e di addestramento è ancora lungo e prima di arrivare a un eventuale impiego clinico, ad affiancare le diagnosi degli specialisti a due gambe e le analisi di laboratorio, ottenendo la validazione delle autorità sanitarie, passerà del tempo.

Ad esempio, grande interesse hanno suscitato lo studio di Gianluigi Taverna per l’Istituto Humanitas o la ricerca scientifica che sta svolgendo Lorenzo Spaggiari, responsabile del Programma Polmone dell’Istituto europeo di oncologia di Milano. In particolare, le indagini con i relativi test, che hanno coinvolto cani di varie razze e centri veterinari, hanno preso in considerazione i tumori alla prostata, al seno e al polmone con risultati sorprendenti. I <medical detector> animali (otto quelli addestrati alla Statale milanese), attraverso la captazione del sudore, delle sostanze volatili emesse dalle urine e dalla respirazione, hanno identificato le molecole che costituiscono la firma del cancro, selezionando i campioni per le analisi di laboratorio.
 
L’obiettivo di queste ricerche, iniziate casualmente negli Usa grazie a una cagna che annusando continuamente una lesione a una gamba della sua padrona spinse la donna a consultare i medici scoprendo un melanoma maligno, è duplice. Da una parte – come sempre –  è individuare le neoplasie a uno stadio precoce onde aumentare le possibilità di guarigione e di sopravvivenza, dall’altra, forse più concreta e fattibile, riuscire a imitare l’incredibile capacità olfattiva del cane, realizzando un naso artificiale in grado di compiere diagnosi e di seguire il paziente nei follow up, nelle recidive e nei trattamenti.
Avremo un dispositivo simile a quello che misura la pressione arteriosa o la glicemia? Molti gruppi di lavoro stanno operando per la creazione di questo apparecchio elettronico, destinato ad  affiancare gli strumenti tradizionali che resteranno a lungo l’unico riferimento affidabile. Un’arma in più nella lotta al Grande Nemico. Ancora una volta la tecnologia si ispira a quanto accade in natura e in questo caso dobbiamo dire grazie al fiuto di chi ci accompagna fedelmente da millenni.
 
                                                                                                 M.FE
 

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