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Tumori Rari: 10 Domande e 10 Risposte per Tutti

2017 - Chemioterapia: 100 Domande-100 Risposte

2006 Bologna - XIII° SICP - Palliazione Confronto Ospedale Domicilio

XIII CONGRESSO NAZIONALE SICP
Società Italiana di Cure Palliative
 
Bologna - 26/29  Aprile 2006
 
LE PECULIARITA’ NELLA PALLIAZIONE
NEI SARCOMI:
(2) CONFRONTO FRA CASISTICHE IN OSPEDALE E A DOMICILIO
 
F. Garetto*, A. Boglione, C. Oliva, S. Chiadò Cutin, O. Dal Canton, A. Comandone
 
U.O.A. Oncologia Medica Presidio “Gradenigo” - Torino
*Fondazione F.A.R.O. Onlus - Torino
 
Per analizzare i bisogni di palliazione dei pazienti affetti da sarcoma abbiamo considerato la casistica generale della divisione di oncologia del Gradenigo (centro di riferimento regionale, 1998-2005) e quella del servizio domiciliare della FARO (1989-2005) e considerato i dati di letteratura (cfr abs. precedente).
Divisione di Oncologia: 178 pazienti (85 donne e 93 uomini), l’età mediana di 57 anni. Il tipo di sarcoma primitivo nettamente prevalente è situato nei tessuti molli (143 pazienti) seguito da 28 osteosarcomi e da 7 sarcomi di Ewing. La sede di origine della malattia riguarda nel 33,7% gli arti, nel 29,2% l’addome e nel 21,9% il tronco. Altre sedi : 15,2%.  Le metastasi polmonari (49,3%) e le recidive di malattia (30,9%) sono state le sedi più frequenti di progressione di malattia. Metastasi ossee (15,7%), metastasi epatiche (18,5%) le altre sedi.  I sintomi più frequenti negli ultimi tre mesi di vita sono la difficoltà all’alimentazione (51,1%), la dispnea (48,9%), l’occlusione intestinale (24,7%) e lo stato di agitazione con ansia di morte (16,9%). Il 57,3% dei pazienti della casistica è deceduto a casa, il 38,7% in ospedale e solo il 4% in Hospice.
Fondazione FARO Onlus: alcuni dati esprimono le peculiarità nella palliazione dei pazienti affetti da sarcoma. Difficoltà a correlare lo stato patologico e la sintomatologia (in genere rilevante) con il performance status e con la prognosi, da cui il range di durata dell’assistenza domiciliare molto variabile (1-531 gg), con il rischio di prese in carico troppo precoci o tardive. In entrambi gli estremi è alto il  rischio di ospedalizzazione: nel primo caso per “esaurimento” delle risorse, nel secondo per impossibilità di avviare un programma organico di supporto ai bisogni fisici e psicologici. L’età media (1/3 dei pazienti di età inferiore a 40 anni) e l’evoluzione in genere loco-regionale depongono per situazioni gravate  da problematiche psicologiche e fisiche di notevole intensità. A fronte di ciò il dato dei decessi a domicilio è del 74,7 % (75% nel totale della FARO), pur con sintomi prevalenti impegnativi quali il dolore (71%) e la dispnea (54%), che nel 28% dei casi hanno reso  necessaria l’attuazione a domicilio di una sedazione farmacologia,  a testimonianza del fatto che, nelle situazioni complesse, una buona gestione domiciliare è possibile a condizione di integrare al meglio i servizi sia nella fase ospedaliera (DH, degenza, ambulatorio cure palliative) che in quella domiciliare (con professionalità mediche, infermieristiche, psicologiche, fisioterapiche).
  

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