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La maestrina che regala parole

Elda 1

 
IL QUADRETTO

Di: Gianni Romeo

Elda ha educato i giovani
sulle montagne della Val Maira,
ora che è in pensione
insegna l’italiano
agli immigrati di Dronero
 
 
Con Elda, a Dronero, ci eravamo sfiorati alle elementari, qualche ciao quando si andava a scuola con la divisa di ordinanza, grembiule nero per tutte-tutti, noi ometti il fiocco rosso le ragazzine l’azzurro. Poi alle medie classe mista, eravamo compagni di banco. La mia famiglia era sbarcata da Torino nella cittadina del Cuneese durante la guerra per scampare alle bombe e di lì non si era più mossa,
 
Elda da sempre aveva radici profonde nella sua val Maira. Aveva preso la statura dal papà, meno che alto, il profilo dolce e gli occhi luminosi Veduta Dronerodalla mamma.
Era la prima della classe. Dove avesse catturato quella capacità di scrivere fiorito a soli 12 anni, quella proprietà di rispondere alle interrogazioni col linguaggio giusto, un mistero.
Il papà gestiva un <ostu>, l’osteria Oriente detta Praveia, forse perché era nato nella frazione Pratavecchia; quel locale, un altro mistero, era diventato il crocevia del piccolo mondo di paese. Il sindaco in cravatta prendeva il caffè con l’operaio in tuta, il fabbro discuteva con l’avvocato, il linguaggio di tutti era un piemontese speciale, un <patois> spruzzato da un po’ d’italiano. Lei faceva i compiti nel retro, non aveva granché da imparare dall’intreccio di parole che volavano dalla sala.
Ma era la prima della classe…
Dopo la terza media le strade si dividono, per me ginnasio liceo università a Torino, Elda a Cuneo, le magistrali. Voti alti, vince il concorso, primi incarichi da maestra nell’alta Val Maira. A quella ragazza tascabile tocca una cattedra che sembra un castigo, Marmora Superiore. Un migliaio di metri d’altitudine, l’autobus di linea la lascia in basso, non c’è neanche la strada per arrivare, soltanto un sentiero e nessun negozio, scarpina con lo zaino e i viveri per una settimana, dal lunedì al sabato, quando è inverno e il sentiero è quasi impraticabile qualcuno del posto scende ad attenderla, l’accompagna nella scuola, cioè nel locale che funge da classe unica, la stanza adiacente è il suo alloggio, una stufa a legna, niente acqua, bisogna andare a prenderla alla fontana, spesso manca la luce. Ma le basta il lume di candela per studiare e arrivare poi alla laurea. <Quella gente non aveva niente e mi dava tutto, ricorda, quando i giovani se ne andavano verso la pianura a cercare una vita migliore in fabbrica i vecchi stavano sull’uscio di casa in silenzio, capivano che forse non sarebbero tornati più, piangevo con loro>. Anche l’insegnamento era una bella sfida, lingua ufficiale l’occitano di antica memoria, un rebus. 
 
Ma Elda, una variante del nome tedesco Ilda che vuol dire battaglia, non era disposta ad arrendersi.
AulaTanto, tanto tempo dopo. Siamo nel 2021, oggi. Elda festeggia la data forse più significativa del suo percorso. Dopo la laurea l’insegnamento alle scuole medie, a sessant’anni la pensione, poi l’intuizione di inventarsi a Dronero l’associazione <Voci del mondo>. Che ora compie vent’anni. Aveva capito presto in montagna l’importanza di regalare parole. L’italiano era quasi sconosciuto lassù, i giovani imparando ad esprimersi   prendevano coraggio, si aprivano alla vita. Poi… poi nei primi Anni Duemila si affacciano nel Cuneese gruppetti di africani dalla Costa d’Avorio sbarcati in Meridione dai barconi dei disperati, avevano risalito la penisola con il miraggio di un’occupazione, della Francia. Ma si fermano esausti, respinti al confine. Più avanti nella scia dei neri ecco i rumeni, i marocchini… Una torre di Babele.
Elda raduna un gruppetto di volontari, ora sono circa in 25 con lei, e s’inventa una scuola. Sgomita per avere due aule, aiuti economici quasi inesistenti, 10 euro l’iscrizione ai corsi, piccole donazioni che consentono di Logo Voci del mondocomperare matite, quaderni, libri. Lezioni di Italiano, matematica, cucito, qualcosa di teatro ai giovani. Gli immigrati cominciano a farsi capire, ora nella zona sono un migliaio, il numero si è stabilizzato, molti con il diploma di terza media hanno ottenuto la cittadinanza, altri hanno avuto le porte aperte verso la Francia.   È calata la diffidenza, piccole aziende locali soprattutto per la raccolta della frutta assumono. I problemi restano immensi, ma la scuola di Elda Gottero con una cinquantina di allievi è un faro nella notte.
Regalare parole è oro che non perde mai valore.
 

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