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"Non dobbiamo avere paura dei vaccini"

 
Dott Comandone 1
 
IL PUNTO
 
di Alessandro Comandone
su un tema
dai risvolti controversi 
 
NON DOBBIAMO
AVER PAURA DEI VACCINI,
MA DURANTE
UNA TERAPIA ONCOLOGICA
CI DEVE GUIDARE
IL MEDICO DI FIDUCIA
 
Gli effetti
sull’immunità del paziente
condizionano molte scelte
 
 
VACCINAZIONI NELLE PERSONE CON MALATTIA ONCOLOGICA:
QUALI EVIDENZE?
 
La vaccinazione di persone che stanno praticando un trattamento antitumorale non è una scelta comune nella pratica clinica quotidiana. Ad esempio, uno studio francese del 2011 ha dimostrato che solamente il 30% dei pazienti in terapia attiva antitumorale riceve la vaccinazione antiinfluenzale.
Le motivazioni di questa scelta sono numerose:
  1. Un calo di attenzione, se non opposizione nei confronti delle vaccinazioni come il movimento No VAX ha evidenziato.
  2. L’idea che la vaccinazione in una persona che potenzialmente possa avere una caduta dei globuli bianchi a causa della chemioterapia risulti inutile, vista la scarsa risposta immunitaria dopo la vaccinazione, se non addirittura dannosa
  3. Il pensiero che se l’influenza dovesse colpire il paziente oncologico vi saranno rimedi del momento (riposo, antifebbrili) efficaci, anche se non si è vaccinati
  4. L’idea, talora propugnata dagli stessi medici, che è meglio non “stressare” troppo l’immunità di una persona che già sta combattendo contro un tumore
  5. La considerazione che una malattia infettiva, non solo l’influenza, ma anche la polmonite, la meningite, l’epatite sia un evento raro nel caso di malattia oncologica
  6. La mancanza di una chiara campagna vaccinale. La stessa recente iniziativa del Ministero della Salute a sostegno delle vaccinazioni è stata orientata quasi totalmente ai bambini in età scolare.
Vaccinazione
La pubblicità a sostegno delle vaccinazioni per gli adulti è rivolta molto genericamente ad anziani, immuno compromessi e portatori di patologie croniche. Ma il paziente oncologico non viene citato specificamente.
Tutto questo porta a una disattenzione o almeno a una disaffezione al problema vaccinale durante le terapie oncologiche.
Voglio precisare che ormai non si parla solo più della chemioterapia, ma che le terapie antitumore che sono in nostro possesso sono numerosissime:
  1. Ormonoterapia: soprattutto per il tumore della mammella e per il tumore della prostata
  2. Chemioterapia: endovenosa o orale
  3. Terapie a bersaglio molecolare: di cui abbiamo parlato in altra occasione con l’articolo sulla medicina di precisione
  4. Immunoterapia: soprattutto nei melanomi, nei tumori del rene, della vescica e in un sottotipo specifico di tumore polmonare
Vediamo ora il significato delle vaccinazioni in Oncologia:
 
Vaccini anti tumore
Esistono a oggi due vaccini che sono da praticare in popolazioni specifiche e che PREVENGONO I TUMORI:
Sono il vaccino anti HPV (Papilloma virus) che se praticato nelle ragazze (e ragazzi) prima del primo rapporto sessuale prevengono il carcinoma del collo dell’utero e del pene, quest’ultimo in minor misura, e il vaccino anti epatite B che nelle regioni ad alta incidenza di infezioni (Cina, Taiwan, Vietnam) ha fatto diminuire significativamente il tumore primitivo del fegato conseguenza dell’epatite da virus.
 
Vaccini antibatterici e antivirali in pazienti oncologici
Persone con storia pregressa di malattia tumorale ma fuori terapia: sono da paragonare alla popolazione generale senza problemi oncologici.
Nessuna controindicazione alle vaccinazioni per prevenire le infezioni più comuni: influenza, polmoniti pneumococciche, anti tetanica, anti difterica, anti pertosse, anti meningo coccica, anti epatite B, anti morbillo.
 
Persona in terapia attiva antitumorale
Va distinto il tipo di terapia:
  1. Ormonoterapia: sono permesse tutte le vaccinazioni
  2. Chemioterapia: vanno praticate preferibilmente le terapie con virus e batteri inattivati (= uccisi) o anti tossine come l’antiinfluenzale, anti pneumococcico, anti tetano, difterite, pertosse, anti epatite B, antimeningococcico.
  3. Vanno però praticate almeno 3-4 settimane prima di iniziare la chemioterapia, mai durante i trattamenti. Mai con i globuli bianchi bassi (nadir)
  4. Terapie a bersaglio molecolare: Valgono le regole della chemioterapia, anche se queste terapie offendono meno i globuli bianchi. Il problema reale è che questi farmaci vengono assunti per lunghi periodi continuativamente e non vi sono finestre di non terapia disponibili. Parlare con l’Oncologo di fiducia è di fondamentale importanza prima di decidere se vaccinarsi o no. Tendenzialmente non vi sono controindicazioni assolute.
  5. Terapie immunologiche: chi pratica Ipilimumab, Nivolumab, Pembrolizumab, Atezolizumab deve assolutamente confrontarsi con l’Oncologo. Tutti questi farmaci agiscono direttamente sull’immunità e possono interferire sulle nostre difese immunitarie rendendo problematica una vaccinazione.
Le stesse Agenzie nazionali e Internazionali che affrontano questo argomento raccomandano assoluta prudenza.
In conclusione, dunque, il rapporto Vaccini e Persone affette da tumore è complesso, articolato e richiede un confronto tra Paziente e Medico.
 
CONTINUA...

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