Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito potrebbe utilizzare cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati. 
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli, accedi alla Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.
Get Adobe Flash player

2016 Attività Fisica e Tumori

ATTIVITÀ FISICA E TUMORI

È opinione diffusa che praticare attività fisica prevenga molte malattie, tempri l'organismo contro patologie proteiformi, preservi dagli agenti infettivi più resistenti, sia consigliabile ad ogni età ed in qualsiasi momento della nostra vita. Quotidianamente, si impegnano in sport ed in complessi esercizi ginnici, donne in gravidanza, anziani, malati. Ma tali convinzioni ed i comportamenti che ne conseguono, a quali fondamenti scientifici attingono la propria ragion d'essere? Da quali evidenze scaturiscono i propri assunti? Davvero la ginnastica può sortire effetti onnicomprensivi ed universali, indipendentemente dall'età anagrafica, l'intelligenza motoria acquisita in vita, le caratteristiche genetiche di cui si dispone, lo stato di salute di cui si gode? Anche i malati possono praticare attività fisica, indipendentemente dalla patologia? E questo vale anche per i malati di tumore?

Senza addentrarci sulle ragioni che hanno trasformato il concetto sociale di salute e per converso quello di malattia, mitigandone la categorizzazione formulata dall'OMS circa 40 anni fa sulla antinomia salute/malattia, occorre tuttavia considerare quanto siano radicati i pregiudizi inerenti il potere preventivo e terapeutico dell'attività fisica, in tutte le sue forme, e quelli riguardanti lo status di malato oncologico, quasi fosse una tipologia antropologica cristallizzata ed immutabile. In realtà, è ragionevole ritenere che lo sport, l'attività fisica, la ginnastica o più semplicemente il movimento possano essere utili alla salute psicofisica di ogni paziente affetto da neoplasia, ovviamente se ridimensionato alle sue condizioni cliniche.
L'epidemiologia denuncia un aumento dell'incidenza mondiale di malati di tumore, associata ad una maggior sopravvivenza: se ne deduce che nel futuro avremo più pazienti oncologici, con stadi evolutivi più durevolmente liberi da malattia e con sintomi interferenti la qualità di vita, meglio controllati. In effetti, da quanto emerge dai sondaggi e questionari censiti nelle strutture ospedaliere, territoriali e domiciliari i deficit della deambulazione, connessi al calo di forza, correlato alla fatigue e agli impedimenti motori dipendenti dalle menomazioni fisiche o derivanti dagli interventi chirurgici, nonché la terapia farmacologia o la progressione stessa della malattia, risultano essere l'impaccio motorio, la disabilità emotivamente più sofferta. L'incapacità di svolgere autonomamente le normali attività del quotidiano, ancor più se aggravata dal sintomo del dolore, contribuisce sensibilmente alla riduzione del tono dell'umore, fino a determinare l'insorgenza o la recrudescenza di quadri depressivi.

Cerca nel Sito

Cosa abbiamo fatto nel 2018

100 Domande 100 Risposte

Notizie Flash

  •  
    RETE ONCOLOGICA
    PIEMONTE
    E VALLE D'AOSTA
     
     
    12
    MODI
    PER RIDURRE
    IL RISCHIO
    DEL CANCRO
     
    SCOPRI IL 
    CODICE EUROPEO
    CONTRO IL CANCRO
     
    Leggi tutto...  
  •   
    100 DOMANDE
            100 RISPOSTE
     
    I SEGRETI DELLA
    CHEMIO-TERAPIA
     
    SVELATI
    IN UN LIBRO
    DELL’AIOM
     
    Leggi tutto...  
  •  
    NELLA CIVILTÀ
    DEGLI SPRECHI
    SALVIAMO ALMENO 
     
    I FARMACI
     
    CHE NON SONO
    ANCORA SCADUTI
     
    Si dice, con ragione, che la nostra sia la civiltà degli sprechi. Purtroppo, tra i tanti si devono annotare i farmaci.
     
    Leggi tutto...

Ma è vero che?

Salviamo i Farmaci